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Salve a tutti, chi c'è da quest'altra parte a parlarvi di American Bulldogs ? Siamo Marco, Paola, Sara e Chiara e abitiamo a Roma, più precisamente a Castel di Leva - Divino Amore vicino il famoso Santuario dell'omonima Madonna ed al bellissimo quartier E.U.R.. Zona che sembra un'oasi pur considerando che in questi ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo, ma sempre privilegiando il fattore che contraddistingue questa zona: il verde.
Questa è la cuccia/nursery dei cuccioli e mamma dopo i 20 giorni Ecco com'è iniziata la nostra avventura .......... Ero un bambino che desiderava semplicemente un cane. Ricordo ancora, con un'espressione di gioia, il cane randagio che girava nei pressi di casa mia quando ero appena un ragazzino di 7 anni. Lo chiamai Bobby, ed era solo mio ! Ma esisteva un grosso ostacolo tra me e Bobby: avevo paura dei cani. Non so perché ne avessi paura, lui mi cercava affettuosamente, ma potevo amarlo solo a distanza. Vivevo in campagna, non in una fattoria, semplicemente in un appartamento.
Non c'era notte in cui non sognassi i miei cani. Nel 1977 i miei genitori riuscirono ad acquistare un piccolo terreno per quello che era il loro sogno: una casa. Quasi
immediatamente cercai di sfruttare la situazione e con non poche lacrime iniziai con il mio primo piccolo cagnolino Corckie. C'era però un problema, mio nonno si innamorò di lui ed io mi ritrovai a fare il regalo più inaspettato e più gradito che mio nonno
ricevette. Corckie visse 16 anni in grazia di Dio e di nonno, diventando la mascotte per molti abitanti di un piccolo paese della Ciociaria, Piglio, dove ancora oggi troviamo sparsi piccoli Corckies. Dopo il mio piccolo cagnolino bianco raccolsi per strada un cane
da caccia nero. Lo chiamai Cyranò de Bergerac, semplicemente una canaglia e non un romantico. Un cane purtroppo molto "maleducato" che lo portò nuovamente in strada dove ci lasciò lui la vita ed io un pezzo del mio cuore. Cominciai ad avvertire un
segnale molto importante (avevo 15 anni), i cani sono un concentrato di affetto, di esigenze, di necessità e non meno importante di tempo per loro e per noi e non semplici pupazzi pelosi con una ciotola d'acqua e una di pappa. Consapevole di ciò mi feci regalare
un nuovo cane di taglia più grande. Era Diuck e lo amai subito. In quella età che tutti sappiamo essere la più controversa e difficile, Diuck mi aiutò davvero molto. Sentivo la sua vicinanza, o forse lui stavolta avvertiva la mia. Passammo anni a passeggiare e
giocare insieme e per gli attimi che mi ha fatto vivere ancora oggi lo ringrazio. Nel 1989 intraprendo la carriera lavorativa che mi porta lontano da casa (370 km). Diuck se ne andrà pochi giorni dopo. Ero sgomento dal dolore. Avrei voluto mandare tutto e tutti al
diavolo. Fu un'altro randagio di rara intelligenza (Jack) che a furia di accompagnarci tutti alla fermata del bus riaccese la mia passione, grazie. Premettendo la mia grande mania per lo sport e l'atleticità, dopo 9 anni di astenìa per i cani, sia per motivi
logistici che familiari, rimango casualmente sopraffatto dall'immagine reale del cane tutto muscoli dei cartoons. Era un American Bulldog. Pensai bene allora, per risparmiare qualche soldo, di rivolgermi ad un privato per un eventuale acquisto. Tutto andò come doveva andare tranne
che, trascorsi pochi mesi, ci accorgemmo che era un incrocio tra un Bullmastiff ed un Boxer. Lo chiamammo inequivocabilmente Birillo e anche lui a causa della maledetta Lehismaniosi, dopo qualche anno raggiunse Diuck nel mio cuore. E' stato facile amarli, ma sarà
impossibile dimenticarli. Dopo essermi rivolto qualche anno fa ad uno degli allevamenti più blasonati d'Europa, dal quale ho tratto molti insegnamenti sul significato dell'allevamento, io e mia moglie, con bene placido delle nostre due bambine Sara e Chiara
di 6 e 3 anni, abbiamo acquistato i nostri primi Ambull. Fu amore a prima vista per non dire un magic moment.
Nel 2002, un pò la stanchezza, un pò i miei problemi di salute, un pò per il tempo che una famiglia ed i figli richiedono decidemmo di lasciar stare l'esposizioni ed i cani in generale. Molti nostri amici cercarono di convincerci di non mollare e che ci avrebbero aiutato loro. In una delle ultime gare trovai in expo un bellissimo Alano Arlecchino. Quel cane fu come un messaggio. Andai a vedere, a livello nazionale come era la situazione di tale razza. Identificai subito un allevamento, ma fu soprattutto una sensazione a pelle. L'anno dopo in occasione del nostro anniversario di matrimonio presi un camper e girando l'Italia mi fermai a visitare quell'allevamento. Due persone meravigliose che adorano i loro cani come figli mi hanno dato la forza di riniziare e subito dedicai a loro la nostra prima nuova vittoria. Ad oggi reputo l'Allevamento del Castello delle Rocche, con Alberto e Daniela, la mia salvezza e racchiudono il vero significato di allevatori. Volli seguire l'evolversi di un cane che giudicai in una piccola esposizione. Mi impressionò il suo spessore, la sua qualità ed il suo carattere estremamente equilibrato. Seppi di un suo accoppiamento con una femmina molto elegante e funzionale. Bene il mix era giusto, vediamo cosa uscirà. Il proprietario mi diede carta bianca e scelsi la cucciola della rivincita verso un nuovo progetto. Progetto che sta andando avanti e che mi meraviglia ad ogni generazione successiva. Bravura ? Istinto ? Fortuna ? Intanto continuo a mangiare libri di genetica e per il resto ci godiamo i nostri cani. La nostra rinascita fu il nuovo accoppiamento che non mancò di critiche. Venite a trovarci e vedrete cosa siamo riusciti a tirare fuori. La nostra selezione non è intesa alla ricerca di cani sempre più imponenti a scanso della salute, ma piuttosto all'equilibrio di varie componenti: la funzionalità, la tipicità ed il carattere.
Dicevamo prima che il bell' A.B. non è solo il cane largo ed imponente. Un bel cane in generale deve essere soprattutto armonico nell'insieme; molto meglio un soggetto ottimamente strutturato e con buona espressione ma con un mantello poco appariscente piuttosto che un soggetto dal bellissimo "vestito" ma privo o carente delle caratteristiche morfologiche stabilite dallo standard. Per noi la stessa cosa vale per cani eccessivamente larghi da comprometterne la struttura, la salute e la funzionalità. Ma ovviamente questi sono punti di vista personali ed opinabili. A distanza di anni dalla prima cucciolata, abbiamo scelto di avere sempre pochi soggetti e abbiamo cercato di non farci prendere la mano per non perdere di vista il
contatto che ci piace avere con i nostri cani con la possibilità di seguire ognuno di loro con la massima attenzione e per fare questo occorre veramente molto tempo e qualità dello stesso.
Manteniamo sempre ottimi rapporti con i proprietari dei nostri soggetti e questo ci aiuta spesso anche in ulteriori selezioni. I sacrifici non mancano comunque. I cuccioli non lasciano l'allevamento prima dei 60 giorni (per un migliore imprinting è fondamentale che i piccoli restino un po' di tempo con i fratelli e con i
soggetti adulti), con almeno le prime vaccinazioni, relative all'età, privi di parassiti intestinali e microchippati.
Siamo a Vostra completa disposizione, così se desiderate avere qualche informazione (ovviamente senza nessun tipo di impegno) non esitate a scriverci o, meglio, a
telefonarci così riusciamo anche a scambiare quattro chiacchiere. Ricordatevi però che il nostro non si può certo definire un allevamento tradizionale !!!!! Come vedete dalle foto questo sono io ed i miei cani. Non mi spaccio per nessun altro poichè non lo sono e per di più mi diverto da morire. (manca foto) Al diavolo le altre chiacchiere di chi ha tempo da spendere lontano dai suoi cani. Solo un invito vorrei fare a tutti: collaboriamo insieme per il miglioramento e la diffusione dell’A.B., solo così potremmo forse sperare nel riconoscimento ufficiale e rendere la vita difficile a chi diffonde soggetti molto lontani dall’AmBull. Un saluto ed un pensiero affettuoso saranno sempre per loro: Bobby(5), Corckie(16), Cyranò(3), Jack(7), Diuck(4), Birillo(3), Mercurio (5- 9/3/2004) p.s. Oggi ho ancora un pò paura dei cani. per il loro travolgente modo di amare e di esistere nella nostra vita.
"American BUlldog dell'Antico Millennium" |