Articolo estrapolato, modificato e da noi condiviso, dal sito di DogJudging di Dennis Ferretti
La razza dell’A.B. è il tipo di cane per chi in passato voleva un cane
adatto per un certo lavoro e per una certa funzione, avvalendosi per la
selezione dei criteri basati sul concetto di BELLEZZA FUNZIONALE.
In Cinologia vengono considerati quattro tipi di bellezza e precisamente:
a) La bellezza CONVENZIONALE che è legata un po' alla moda e
pertanto non riteniamo ci interessi.
b) La bellezza ARMONICA che è la bellezza classica, in cui le
forme e le masse sono distribuite in modo da rispettare le proporzioni e dove i
profili che decorrono senza interruzioni risultano fra loro dolcemente
raccordati.
c) La bellezza di ADATTAMENTO O FUNZIONALE che è quella che ci
interessa maggiormente. Per rendere meglio il concetto facciamo l'esempio del
Bassotto. Questo cane se lo guardiamo dal punto di vista della bellezza armonica
ci appare molto sgraziato, ma considerando la sua funzione, cioè quella di
"estrarre" il Tasso e la Volpe dalle rispettive tane, non può che
avere gli arti così corti.
d) La bellezza MORALE E PSICHICA che equivale al comportamento o
al carattere.
Entrando ora nel merito della SELEZIONE ARTIFICIALE noi possiamo
distinguere:
UNA SELEZIONE POSITIVA : a favore dei caratteri che vogliamo portare
avanti
UNA SELEZIONE NEGATIVA : contro i caratteri indesiderati
UNA SELEZIONE FENOTIPICA : sulla valutazione dell'individuo come tale,
cioè come appare
UNA SELEZIONE GENEALOGICA : sulla valutazione della "famiglia"
UNA SELEZIONE GENETICA : sulla stima del patrimonio genetico del soggetto
UNA SELEZIONE IN CONSANGUINEITA' : accoppiamento tra parenti stretti
UNA SELEZIONE NON IN CONSANGUINEITA' : accoppiamento tra individui senza
legami di parentela
Secondo un importante autore dall'incrocio fra due linee CONSANGUINEE (
interlineare ) si ottengono i migliori risultati. Bisogna però non andare oltre
le due generazioni altrimenti si perdono i benefici ottenuti.
PROCESSO DI SELEZIONE
Le tappe del procedimento di selezione sono tre:
1) La misura dei caratteri ( le registrazioni da effettuare )
2) La valutazione genetica dei riproduttori
3) La scelta dei riproduttori
Segue:
La misura dei caratteri
La
rilevazione di alcune misure si fa obbligatoriamente solo in alcune razze in cui
esiste la Prova di Selezione ( Pastore Tedesco, Boxer e Dobermann).
Nella prova di Selezione si effettua una valutazione morfo-funzionale e
psico-attitudinale .
Va precisato che anche nei bovini ( animali da reddito ), dove l'esperienza
della selezione è più avanzata, il metodo della valutazione morfo-funzionale
è ancora in uso.
Sarebbe estremamente utile che anche in cinologia venissero effettuate
sistematicamente delle registrazioni somatiche ( rilevate magari alle diverse età
) e delle performances di lavoro, riportate successivamente su appositi registri
di allevamento e consultabili da chiunque ne fosse interessato.
In cinognostica non è semplice la rilevazione delle misure.
Esistono dei caratteri che è impossibile rilevare su uno dei due sessi (
cosiddetti caratteri limitati dal sesso ), o caratteri che possono essere
rilevati solo dopo una certa età.
Segue:
La valutazione genetica dei riproduttori
VALORE GENETICO DI UN ANIMALE)
Valore
FENOTIPICO: stimato su come l'animale appare all'esaminatore
Valore GENETICO: stimato in via indiretta, orienta su come sarà
probabilmente la progenie dell'individuo in esame
A sua volta il valore GENETICO può essere distinto in:
specifico e generale
Volendo migliorare geneticamente una popolazione è naturalmente il valore
genetico generale che ci interessa.
Il valore GENETICO GENERALE rappresenta la migliore stima del valore
riproduttivo di un individuo.
I metodi più conosciuti per stimarlo sono:
L'INDICE PEDIGREE: stima il valore genetico generale sulla base del
fenotipo di uno o più ascendenti.
IL SIBLING-TEST: stima il valore genetico generale sulla base del
fenotipo dei collaterali ( zii, nipoti ecc.. ).
IL PROGENY-TEST: valuta il valore genetico generale sulla base del
fenotipo dei discendenti.
Se ci riferiamo ad un certo stallone o ad una certa fattrice che decidiamo di
usare in riproduzione, l'INDICE PEDIGREE e il SIBLING-TEST si
possono evidentemente valutare prima dell'accoppiamento. Mentre il PROGENY-TEST,
che fra i tre è certamente il più valido e dai risultati più significativi,
non può che essere valutato a posteriori e richiede per la sua
elaborazione un tempo minimo di circa un anno.
Alcune importanti Società specializzate che organizzano annualmente il loro
Campionato Sociale di Allevamento, dove è previsto fra l'altro il giudizio dei GRUPPI
DI RIPRODUZIONE dei vari stalloni, offrono una valida occasione per una
parziale applicazione del PROGENY-TEST.
Mi corre l'obbligo precisare che una eventuale valutazione generale non può
essere considerata rigorosa, in quanto il campione osservabile risulta
preselezionato. L'osservazione risulta invece più rigorosa se riferita a
specifici parametri o caratteristiche la cui ereditabilità sia nota.
I soggetti componenti i vari gruppi di riproduzione, a volte anche molto
numerosi soprattutto in Germania, sono di norma mezzi fratelli, figli cioè
dello stesso stallone e di madri diverse. La presenza in rarissimi casi di
fratelli pieni, provenienti cioè da una cucciolata ripetuta, non pregiudica
l'accuratezza della valutazione, come di seguito sarà meglio precisato.
Passeremo ora al commento più dettagliato di alcuni tipi di selezione che un
allevatore può operare già elencati precedentemente anche se con termini
diversi.
Selezione sull'INDIVIDUO
E' il metodo più antico. Si basa sulla presunta corrispondenza fra genotipo e
fenotipo. Valido solo per le caratteristiche ad alta ereditabilità.
Selezione sull'ASCENDENZA
Presuppone che un individuo abbia buone probabilità di assomigliare
geneticamente ai suoi ascendenti. Meno valido di quello sull'individuo.
Selezione sui COLLATERALI
Presuppone che un individuo abbia buone probabilità di trasmettere le qualità
che si riscontrano nei collaterali. La precisione del metodo aumenta con l'entità
del campione osservato. Si confrontano quindi la diverse famiglie e si effettua
la selezione familiare che può essere pericolosa se in consanguineità stretta.
E' comunque preferibile la selezione "collaterali più individuo ".
Selezione sulla DISCENDENZA
Si valuta un campione possibilmente significativo di discendenti provenienti da
diverse femmine per evitare di incorrere nell'"effetto madre". E'
certamente il metodo più valido e preciso anche se difficile da attuare
operativamente nel cane. La superiorità o l'inferiorità della media dei
discendenti rispetto alla media della popolazione dipenderà esclusivamente dal
maschio.
In conclusione, la selezione basata sulla combinazione dei metodi discussi è in
assoluto la più conveniente.
Si definisce EREDITABILITA' di un carattere la probabilità in % che
questo venga trasmesso dal genitore al figlio. Si indica con il simbolismo
matematico h2. L'ereditabilità si definisce bassa quando è
inferiore allo 0,2 ( 20% ), media quando è compresa tra 0,2 e 0,5 ( 20-50% ),
elevata quando è maggiore a 0,5 ( 50% ).
E' evidente ed intuitivo che soltanto un numero illimitato di figli è in grado
di permettere la completa conoscenza del genotipo del padre.
Comunque, quando il numero di figli è grande, l'accuratezza della valutazione
del genitore tende al 100%.
Con numeri più ridotti, l'accuratezza è maggiormente legata all'ereditabilità
del carattere, oltre che al numero dei figli.
A titolo di esempio, per ottenere un'accuratezza dell'80% sono sufficienti 8
figli se l'ereditabilità del carattere è pari a 0,75 (75%). Ne sono invece
necessari 13 se l'ereditabilità è pari a 0,50 (50%) per ottenere lo stesso
grado di accuratezza.
Il numero di figli che è necessario controllare aumenta molto se l'ereditabilità
del carattere in questione è medio-bassa. Occorrono infatti 27 figli con una
ereditabilità di 0,25 (25%) e ben 70 se questa è di 0,10 (10%) ( Bittante 1990
).
Segue:
La scelta del riproduttori
Questa
è la tappa conclusiva del processo di selezione.
Essa consegue alle valutazioni sopra descritte ed è inevitabile che i soggetti
selezionati per la riproduzione saranno quelli che sono risultati i migliori, o
si ritengono tali per vari motivi.
Vale la pena precisare che la specie canina presenta un intervallo generazionale
ridotto rispetto ad altre specie animali, in quanto, ha un breve periodo di
gestazione 62-63 giorni in media e con una variazione massima di 59-66.
Inoltre il cane raggiunge la pubertà precocemente: 9 mesi per la femmina (
massimo 6-12) e 10 mesi per il maschio (massimo 7-13).
La maturità sessuale dipende dalla taglia e le razze più piccole sono più
precoci.
L'intervallo inter-estro nella femmina varia da 6-8 mesi con un massimo di 5-11.
Visti i criteri tecnici sopra richiamati, merita commentare i CRITERI DI
ALLEVAMENTO che un Allevatore può usualmente mettere in atto.
Criterio ISTINTUALE
l'Allevatore sente, avverte, intuisce, immagina che quello e solo quello è il
soggetto idoneo per la sua femmina.
Criterio DI COMODITA'
l'Allevatore si convince che il cane della porta accanto è tutto sommato il più
idoneo per la sua femmina, anche se il giorno precedente non la pensava allo
stesso modo.
Criterio DEL GUSTO PERSONALE
il maschio in argomento piace molto all'Allevatore al di là di altre
considerazioni.
Criterio DEL RIPRODUTTORE ALLA MODA
è il riproduttore del momento, magari per un importante risultato conseguito di
recente. Non è certo il metodo più affidabile anche se va ribadito che è
molto usato.
Criterio DEL RIPRODUTTORE "PREPOTENTE"
è il riproduttore che per definizione dovrebbe aggiustare tutto. Qualche
soggetto con tale forza riproduttiva è pure esistito. Mi viene in mente URAN
v.WILDSTEIGER LAND, dal quale tutti gli Allevatori o quasi hanno ottenuto delle
soddisfazioni. Se non ricordo male è lo stallone che ha presentato ad un
Campionato Tedesco un numero di figli mai visto ( 99 ).
Criterio DELL'EMPIRISMO CODIFICATO
l'Allevatore sceglie il riproduttore da usare sulla base di passate esperienze,
di situazioni vissute più o meno direttamente, ma mai verificate
scientificamente.
Criterio DI CORREZIONE O COMPENSAZIONE
è un metodo sul quale molti Allevatori ripongono una smisurata fiducia.
Purtroppo geneticamente parlando da due estremi non esce mai il medio. Credo sia
a torto il criterio più usato.
Criterio DI SOMMAZIONE
sommazione di pregi. Dovrebbe essere il più usato in quanto sul piano teorico
il più redditizio fra quelli elencati. Il limite applicativo è legato alle
fattrici che in senso cinotecnico non sempre sono all'altezza.
Vediamo ora di riportare alcune considerazioni sulla CONSANGUINEITA'.
Si definisce soggetto consanguineo quello che ha un numero di geni omozigoti
superiore alla media della razza.
Le conseguenze genetiche della consanguineità sono:
· incremento
della omozigosi e quindi riduzione della variabilità genetica;
· aumento
dell'incidenza (affioramento) dei caratteri recessivi sia positivi che negativi
con possibile aumento delle anomalie ereditarie;
· depressione
da inincrocio ( è l'antitesi del vigore dell'ibrido ).
Le conseguenze pratiche della consanguineità possono essere dunque sia positive
che negative.
Bisogna premettere che ogni specie sopporta in modo diverso lo stesso livello di
consanguineità.
Le conseguenze negative sono:
· riduzione
della fecondità
· riduzione
delle prestazioni fisiche e della taglia
· modificazioni
comportamentali
· possibile
minore resistenza nei confronti dei fattori ambientali in quanto sono carenti
gli ammortizzatori genetici per superare variazioni climatiche, infezioni,
variazioni alimentari, ecc.
Le conseguenze positive sono:
· maggiore
omogeneità genetica
· maggiore
differenziazione rispetto alle altre linee
· consolidamento
delle caratteristiche desiderate sia morfologiche che comportamentali
· evidenziazione
di anomalie genetiche occulte.
Esempio: si accoppia uno stallone con alcune figlie; se non nascono soggetti
ammalati e almeno 22 risultano sani significa che lo stallone è esente dalla
tara al 95%. Con 35 figli sani lo stallone risulta esente al 99%.
Dopo tante considerazioni e indicazioni per il miglioramento della nostra razza
prediletta, siamo obbligati ad una pausa di riflessione per individuare un
metodo che ci consenta di misurare gli eventuali risultati conseguiti.
Qualsiasi Allevatore può usare dei sistemi molto personalizzati, magari
differenti e più efficaci di quelli ufficiali, per misurare i risultati
conseguiti dai soggetti prodotti dal proprio allevamento.
L'Allevatore, ha certamente la possibilità di avere tutte le notizie di prima
mano in particolare nei confronti dei propri prodotti, a differenza delle
Organizzazioni ufficiali deputate al controllo che per molti versi non le
possono mai avere.
Mi riferisco a tutte quelle anomalie riscontrabili già a 60 giorni ( pelo
lungo, criptorchidismo mono e bilaterale, enognatismo,ecc. ), o riscontrabili
successivamente come per esempio la mancanza di denti o la displasia dell'anca.
E' notorio che l'ENCI e le Società specializzate che sono ufficialmente
deputate al miglioramento, alla verifica e al controllo dell'allevamento, hanno
l'opportunità di verificare solo un campione di soggetti preselezionato che ha
pertanto un esclusivo valore "casistico" e non "statistico".
Ne consegue che le conclusioni che se ne traggono non possono essere attribuite
alla razza nella sua globalità, ma soltanto a quel determinato campione "preselezionato".
Le verifiche ufficiali si espletano mediante le seguenti prove:
· Esposizioni
ENCI e Raduni di razza
· Prove di
lavoro in genere, Brevetti e IPO
· Prova di
resistenza (ADPR)
· Radiografia
dell'anca
· Prova di
selezione
Nelle Esposizioni e nei Raduni di razza si effettua prevalentemente una
valutazione morfo-funzionale nonchè attitudinale, quest'ultima riferita in
particolare all'equilibrio del comportamento. Detta valutazione si conclude con
una relazione scritta del Giudice per ogni soggetto visionato, corredata di
qualifica e classifica.
Il valore di questo giudizio dipende molto dalla capacità del Giudice.
Il prof. Solaro diceva che "l'arte del giudizio sta nel vedere le
differenze fra cose somiglianti".
Purtroppo come in ogni categoria di Esperti, anche fra i Giudici ci sono quelli
più o meno bravi e più o meno dotati del famoso "colpo d'occhio".
E' condizione di favore che un Giudice giudichi le razze normalmente allevate.
A questo proposito il DM n° 20894 del 18/4/2000 nella seconda parte
"Disciplinare del Corpo degli esperti" ha istituito il Giudice di
Razza ( ex Giudice- specialista ).
Si potrebbe disquisire molto sul tipo di relazioni redatte dai vari Giudici.
Anche qui abbiamo la stessa situazione peraltro già descritta per gli standard.
Se uno spettatore qualsiasi sente la descrizione di un cane effettuata da un
bravo Giudice che conosce la razza e che ha la giusta proprietà di linguaggio,
anche senza vedere il soggetto descritto potrà formarsi una immagine mentale
non molto dissimile dalla realtà che potrà verificare successivamente
osservando il cane. E' possibile che in altre situazioni l'immagine mentale e
quella reale non siano sovrapponibili.
Inoltre, dovrebbe essere compito delle Istituzioni incrementare la cultura della
qualifica più che quella della classifica E' del tutto ovvio che è preferibile
un eccellente n° 100 a un Campionato, piuttosto che un molto buono 1° in una
competizione strapaesana di secondo ordine. Ne consegue che la qualifica è
molto più importante della classifica, poichè più è alta tale qualifica e più
il soggetto si avvicina al prototipo ideale espresso dallo standard.
Premesso che nel maggiore numero di accoppiamenti si utilizzano i soggetti
vincitori di Esposizioni e Raduni ( per motivazioni tecniche ed anche economiche
), ne deriva la grande responsabilità del Giudice che può influenzare
pesantemente l'Allevamento.
Il Campionato Sociale di Allevamento, laddove esiste, offre una grande
opportunità di riflessione per i responsabili che non sempre viene colta e
sfruttata appieno.
Prima
di disquisire sulla dicotomia fra l’A.B. "da lavoro" e quello
"da bellezza" è doverosa una piccola precisazione. Per
trattare in maniera completa l'argomento si sarebbe dovuto parlare più
approfonditamente di cinognostica e in particolare della valutazione della
fattrice.