
Chi siamo ?
Ero un bambino che desiderava semplicemente un cane. Ricordo ancora, con un'espressione di gioia, il cane randagio che girava nei pressi di casa mia quando ero appena un ragazzino di 7 anni. Lo chiamai Bobby, ed era solo mio ! Ma esisteva un grosso ostacolo tra me e Bobby: avevo paura dei cani. Non so perché ne avessi paura, lui mi cercava affettuosamente, ma potevo amarlo solo a distanza. Vivevo in campagna, non in una fattoria, semplicemente in un appartamento.
Non c'era notte in cui non sognassi i miei cani. Nel 1977 i miei genitori riuscirono ad acquistare un piccolo terreno per quello che era il loro sogno: una casa. Quasi immediatamente cercai di sfruttare la situazione e con non poche lacrime iniziai con il mio primo piccolo cagnolino Corckie. C'era però un problema, mio nonno si innamorò di lui ed io mi ritrovai a fare il regalo più inaspettato e più gradito che mio nonno ricevette. Corckie visse 16 anni in grazia di Dio e di nonno, diventando la mascotte per molti abitanti di un piccolo paese della Ciociaria, Piglio, dove ancora oggi troviamo sparsi piccoli Corckies. Dopo il mio piccolo cagnolino bianco raccolsi per strada un cane da caccia nero. Lo chiamai Cyranò de Bergerac, semplicemente una canaglia e non un romantico. Un cane purtroppo molto "maleducato" che lo portò nuovamente in strada dove ci lasciò lui la vita ed io un pezzo del mio cuore. Cominciai ad avvertire un segnale molto importante (avevo 15 anni), i cani sono un concentrato di affetto, di esigenze, di necessità e non meno importante di tempo per loro e per noi e non semplici pupazzi pelosi con una ciotola d'acqua e una di pappa. Consapevole di ciò mi feci regalare un nuovo cane di taglia più grande. Era Diuck e lo amai subito. In quella età che tutti sappiamo essere la più controversa e difficile, Diuck mi aiutò davvero molto. Sentivo la sua vicinanza, o forse lui stavolta avvertiva la mia. Passammo anni a passeggiare e giocare insieme e per gli attimi che mi ha fatto vivere ancora oggi lo ringrazio. Nel 1989 intraprendo la carriera lavorativa che mi porta lontano da casa (370 km). Diuck se ne andrà pochi giorni dopo. Ero sgomento dal dolore. Avrei voluto mandare tutto e tutti al diavolo. Fu un'altro randagio di rara intelligenza (Jack) che a furia di accompagnarci tutti alla fermata del bus riaccese la mia passione, grazie. Premettendo la mia grande mania per lo sport e l'atleticità, dopo 9 anni di astenia per cani, sia per motivi logistici che familiari, rimango casualmente sopraffatto dall'immagine reale del cane tutto muscoli dei cartoons. Era un American Bulldog. Pensai bene allora, per risparmiare qualche soldo, di rivolgermi ad un privato per un eventuale acquisto. Tutto andò come doveva andare tranne che, trascorsi pochi mesi, ci accorgemmo che era un incrocio tra un Bullmastiff ed un Boxer. Lo chiamammo inequivocabilmente Birillo e anche lui a causa della maledetta Lehismaniosi, dopo qualche anno raggiunse Diuck nel mio cuore. E' stato facile amarli, ma sarà impossibile dimenticarli. Dopo essermi rivolto qualche anno fa ad uno degli allevamenti più blasonati d'Europa, da quale ho tratto molti insegnamenti sul significato dell'allevamento, io e mia moglie, con bene placido delle nostre due bambine Sara e Chiara di 6 e 3 anni, abbiamo acquistato i nostri primi Ambull.

Mi definisco un passionista di questa meravigliosa razza. Per scelta facciamo poche cucciolate con pochi soggetti, ma tutte intese ad ottenere il meglio di una genetica che noi crediamo sia certa e ricca di buoni frutti. Il nostro non è un allevamento di ettari di terra, ma semplicemente i nostri cani vivono con noi per averli più vicini e seguirli. Non stanno quasi mai nei loro box e quasi tutti i giorni ci facciamo delle passeggiate. Spesso andiamo al mare o nella nostra campagna al Piglio. Insomma sono davvero di famiglia pur essendo soggetti da esposizione i quali solitamente siamo abituati a pensarli rinchiusi ed in una vita tetra. Come vedete dalle foto questo sono io ed i miei cani. Non mi spaccio per nessun altro poichè non lo sono e per di più mi diverto da morire
Al diavolo le altre chiacchiere di chi ha tempo da spendere lontano dai suoi cani.
Solo un invito vorrei fare a tutti: collaboriamo insieme per il miglioramento e la diffusione dell’A.B., solo così potremmo forse sperare nel riconoscimento ufficiale e rendere la vita difficile a chi diffonde soggetti molto lontani dall’AmBull.
Un saluto ed un pensiero affettuoso saranno sempre per loro:
Bobby(5), Corckie(16), Cyranò(3), Jack(7), Diuck(4), Birillo(3), Mercurio (5-
9/3/2004)
p.s. Oggi ho
ancora un pò paura dei cani. per il loro travolgente modo di amare e di esistere nella nostra vita.